lunedì 26 novembre 2007

ABUSO FORUM:COSA FARE PER IL BENE DELLA CITTA'?

http://www.fabiogerli.com/commenti%20povera%20Frosinone/commento%20abuso%20forum.htm

IL TEMPO 19/11/2007
I problemi sono tanti e tutti urgenti, con il problema ultimo dell'avvicendamento degli assessori e una delega, quella al(lo) (s)bilancio, che nessuno vuole e che tutti temono, tenuto conto della situazione delle casse comunali. E da ultimo, ma non per ultimo, la querelle "Forum". Partiamo dall'ultimo evento che rischia di mandare in tilt tutto l'apparato comunale. Con delibera n.327 del 6.11.2007 il Comune ha deciso di resistere in giudizio avverso la richiesta di cancellazione della trascrizione nei registri immobiliari della proprietà dell'immobile abusivo realizzato in località Selva Piana. Decisione ineccepibile atteso che con ordinanza n. 408/2005 il dirigente del settore urbanistica dichiarava decaduta la società Forum dal diritto di superficie, a seguito delle opere edificate in totale difformità dalla concessione. C'è un ma; nessuno sapeva di questa ordinanza e si è continuato come se niente fosse a parlare di accordi, transazioni, a commissionare pareri (il parere dello studio Cancrini-Piselli, capita a fagiolo - non dice nulla che già non si sapesse, ma è costato bei soldini) a istituire una commissione per verificare la possibile transazione per arrivare al nulla. Senza considerare che il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici aveva espresso un parere (questo gratuito) in cui indicava le linee guida entro cui l'amministrazione doveva operare. Nessuno sapeva e, molto dolosamente, il Consiglio comunale è stato tenuto all'oscuro». «Certo - continua Cosimato - è da chiedersi che ruolo possono aver svolto i vari assessori (al ramo, ovviamente) succedutisi nel tempo e l'assessore alle grandi opere; che ruolo possa aver avuto l'ufficio della Polizia Municipale addetto alla repressione degli abusi edilizi; quale ruolo il dirigente del settore urbanistica e gestione del territorio; quale controllo sia stato effettuato per impedire che le conseguenze dell'abuso fossero portate a compimento. È tutto un pasticciaccio brutto e a pagare al solito saranno i cittadini; andremo verso la solita incompiuta e verso il solito rabbercio per salvare le capre (gli assessori? I dirigenti? Gli operanti della polizia municipale?) e i cavoli (questi amari)». «Il guaio - conclude Cosimato - è che andremo incontro alla solita incompiuta; ad una estenuante battaglia legale, a conseguenze economiche importanti per il Comune. Intanto tutto tace, nessuno sa, siamo alla solita incompiuta; ad una estenuante battaglia legale, a conseguenze economiche importanti per il Comune. Con buona pace della buona amministrazione, della prudente gestione e dell'imparzialità dell'azione amministrativa. Sarebbe da chiedersi cosa sa il Sindaco (già vicesindaco e assessore per nove anni), cosa ha discusso la giunta (presente e passata) in relazione a questa situazione veramente paradossale. Il solito centrosinistra pasticcione e impreparato».

L'ex sindaco Marzi invece non ne consiglia la demolizione

Vicenda Forum, l'ex sindaco Domenico Marzi ha voluto fare quadrato sul caso sollevato proprio sulle pagine di questo giornale. «La questione - ha dichiarato - non sta proprio in questi termini. La vicenda è alquanto complessa, ma di certo c'è che nel caso si volesse veramente procedere alla demolizione per l'abuso edilizio accertato, il Comune dovrà spendere una ingente somma di denaro per risarcire al privato i danni da indebito arricchimento come sostenuto nel parere legale del prof. IL TEMPO 26/11/2007

giovedì 22 novembre 2007

SEDE RAI A FROSINONE, TUTTI FANNO FINTA DI NON SAPERE

Il comune di Frosinone, che negli ultimi anni ha creato una situazione economico/finanziaria spaventosa tanto che il suo debito si aggira a circa 10 milioni di euro tutti dei quali accumulati fuori bilancio, non riesce proprio a fare economia e ad amministrare la città in maniera parsimoniosa e seria.
Infatti l'Ente comunale non solo non riesce a sfruttare tutto ciò che potrebbe garantire una rendita finanziaria come una locazione ma addirittura riesce a rimetterci danaro pubblico anche quando non ne ha intenzione....proprio come succede nella struttura in dotazione alla Circoscrizione III^ Scalo di Via Mascagni nella quale, al secondo piano, è ospitata una sede operativa di Rai 3 ma tale sede ruisulta a completo carico del comune di Frosinone comprese le spese di gestione e di funzionamento della struttura

Mercoledì 21 Novembre 2007 Il Messaggero

di LUCIANO D’ARPINO
Locali gratis alla Rai dal Comune di Frosinone: l’ex sindaco Marzi non ci sta al gioco dello scaricabarile e spara sui suoi suoi ex compagni di amministrazione.«Ho letto con dispiacere - dice - che il sindaco Marini ha liquidato la vicenda con un lapidario ”E’ stato un atto della precedente amministrazione” e che l’assessore Giaccari ha detto ”Neanche lo sapevo”. Ma, mi dispiace per loro, le cose non stanno così».E l’ex sindaco Marzi prende in mano la delibera finita al centro delle polemiche e scandisce: «La delibera di giunta è la numero 75 del 7 febbraio 2005 e fu proposta dall’assessore alle Attività produttive Massimo Calicchia. Fu letta a approvata dall’esecutivo. Quel giorno presiedeva la giunta l’attuale sindaco, allora vice, Michele Marini perchè io ero assente come gli assessori Di Sora e Celani. Con Marini erano presenti anche Giaccari, Mandarelli, Brighindi, Caparrelli, Silenzi, Calicchia e Granieri. Questi i fatti e io aggiungo che pur non essendo stato presente quella delibera io la condividevo e la condivido come è d’obbligo fare quando si amministra e si condivide un programma».E l’ex sindaco Marzi aggiunge: «Quella delibera fu pensata per dare più visibilità alla città di Frosinone sulla rete di Stato visto che ci eravamo sempre lamentati della cattiva immagine che si dava del capoluogo sui media. La stanza nella Terza Circoscrizione fu concessa in comodato gratuito, ma per il riscaldamento e per la luce fu stabilito che la Rai dovesse corrispondere 100 euro mensili». Che risultati ha dato quella delibera? «Non stava a me controllarne l’applicazione.»

lunedì 12 novembre 2007

INCONCEPIBILE MORTE DI UN GIOVANE TIFOSO LAZIALE

Il calcio a distanza di pochi mesi rivive un'altra tragedia ma questa volta a morire è un giovane ragazzo romano che viene colpito da un proiettile di pistola sparato da un poliziotto della Polstrada che si trovava in autogrill nella parte opposta della carreggiata
Si è parlato subito di incredibile fatalità ma in attesa che venga fatto un quadro più dettagliato e vengano accertate le responsabilità, ci viene spontaneo domandarci due cose:
1) ma perchè l'agente ha sparato ben due colpi di pistola pur non configurandosi, indubbiamente, una situazione di personale pericolo e quindi di legittima difesa?
2) è possibile che un uomo, che per definizione è preposto alla pubblica sicurezza, spari due colpi di pistola "a scopo intimidatorio" per sedare una scazzottata dall'altra parte dell'autostrada (quindi a notevole distanza) ?
Fonte TGCOM
Rissa tra tifosi, un morto sull'A1
Arezzo, un laziale colpito da polizia
Si è concluso tragicamente uno scontro tra tifosi in un'area di servizio lungo l'A1, nel territorio di Arezzo: un 28enne ha perso la vita. L'uomo è stato raggiunto da uno dei due colpi di pistola esplosi in aria da un poliziotto. Il proiettile avrebbe infranto il lunotto posteriore dell'auto su cui viaggiava Gabriele Sandri, tifoso laziale che si sta recando a Milano, colpendolo al collo. L'agente è sotto interrogatorio.
Ancora una volta il calcio deve fare i conti con una morte violenta, a nove mesi dalla morte dell’ispettore Raciti, questa volta è toccata ad un tifoso. Si tratta di Gabriele Sandri, dj romano, che stava andando in auto a Milano per la partita contro l'Inter insieme ad altri tre tifosi laziali. A fare chiarezza su quanto accaduto all’autogrill Badia Al Pino, sull’autostrada A1 in prossimità di Arezzo, è il questore della città toscana Vincenzo Giacobbe. "Alle 09.10 tre pattuglie della stradale della sottosezione Battifoglie si trovavano dentro l'area servizio di Badia Al Pino e stavano procedendo ad alcuni accertamenti su 2 auto quando hanno sentito dall'altra parte della carreggiata urla e rumori di rissa - ha spiegato. - Si sono portati verso il limite di quella zona cercando di capire cosa stesse accadendo, ad una distanza di 50-60 metri".
Le auto coinvolte nella rissa tra laziali e juventini erano tre, e la polizia avrebbe prima azionato i lampeggianti per sedare gli animi ma, non sortendo alcun effetto, un poliziotto ha deciso di sparare due colpi in aria. "A quel punto le macchine si sono messe in moto lasciando l'area di servizio - prosegue il questore. - La Renault Megane, Scenic, con a bordo cinque giovani che si recava a Milano per Inter-Lazio ha ricevuto un colpo di arma di fuoco, che ha colpito uno di loro, quello che poi è morto. Non è certo che il colpo sia partito dal poliziotto, non finché non c'è una conferma balistica". Gli occupanti dell'auto, accortosi dell'accaduto, hanno guidato fino al casello di Arezzo e chiesto aiuto al 118 che però, giunto sul posto, non ha potuto che constatare il decesso. L'agente della polizia stradale di Arezzo al momento è interrogato dal magistrato. La famiglia di Gabriele Sandri, sconvolta per l'accaduto, ha lasciato la parola al proprio avvocato: "E' un reato perpetrato dalle forze dell'ordine, lo dicono i tifosi, sentite loro. E' stato un tirassegno", ha detto Luigi Conti all'arrivo della caserma della polizia stradale di Arezzo.