venerdì 7 dicembre 2007

"LO GNOCCO D'ORO DI MARRAZZO!

Vi ricordate il mitico Piero Marrazzo, il mitico conduttore di MI MANDA RAI 3, si proprio lui, il paladino della giustizia, il difensore dei consumatori e dei cittadini, quello che si scandalizzava e faceva scandalizzare gli spettatori per gli sperperi della pubblica amministrazione.
Ebbene, come dire, chi va con lo zoppo prima o poi impara a zoppicare e una volta smascherato da striscia la notizia, lo gnocco gli è rimasto sullo stomaco...perche una cena per quattro (4) persone a carico della Regione Lazio (quindi a nostro carico ) è costata ben 1300 Euro. E bravo Marrazzzo...qui ci vuole proprio una bella esclamazione..... Azzo Marrazzo!
fabiogerli.com

Quotidiano il Giornale
Roma - Per i buchi nei conti della sanità non c’è ricetta che tenga. Per quelli allo stomaco, invece, una cenetta da 1.300 euro può aiutare a spegnere l’appetito del presidente della Regione Lazio.E poi forse Piero Marrazzo, seduto al tavolo per quattro apparecchiato in un’antica villa capitolina, tra un bicchiere di vino e una tartina avrà parlato anche delle possibili soluzioni al deficit sanitario. Una falla che ormai nella regione amministrata dall’ex teledifensore civico di Rai3 ha raggiunto la quota astronomica di 9 miliardi di euro. Ma sulle chiacchiere di quella serata si possono solo fare supposizioni.Di certo, a leggere la determina dirigenziale «A3748» del Dipartimento istituzionale della Regione Lazio, c’è solo il placet alla spesa. Ben 1.293,60 euro per l’«organizzazione di una cena di lavoro del Presidente per complessive quattro persone da servire il giorno 30 ottobre 2007 alle ore 20.30 presso Villa Piccolomini». Pagano i cittadini del Lazio, ovviamente. Nemmeno una parola sui commensali né sui motivi del conviviale meeting gastronomico da 323 euro a testa.Cifre non proprio da trattoria, che guastano la digestione allo stesso Marazzo. «Ho appena letto la determina e ho dato mandato di calmierare le spese delle cene di rappresentanza. Il costo di quella cena è sicuramente eccessivo, vi ringrazio per la segnalazione», ci dice in serata il presidente. Eppure non è stato un banchetto principesco, spiega Nicola Gaudenzino, responsabile del catering di quella sera. «Abbiamo messo su - prosegue - una cena semplice: gnocchetti in bianco con guanciale croccante e un lombetto di vitello, oltre ovviamente ad antipasti e contorni». Se il conto è lievitato a livelli da Guinness il perché è presto detto. «Villa Piccolomini non ha una cucina. Così anche se la cena era solo per quattro, per preparare i piatti espressi l’abbiamo dovuta portare noi, per poi smontarla e pulirla. Ovviamente al ristorante o in una struttura attrezzata il conto sarebbe stato dieci volte inferiore», conclude Gaudenzino. Insomma, l’unico foie gras è quello dei contribuenti laziali, che scoprono di essere costretti a pagare il massimo delle addizionali regionali Irpef e Irap anche per consentire al presidente di mangiare in una «location» suggestiva, ma sfornita di fornelli.

UN BEL REGALO DI NATALE

A natale volano le renne in cielo, portando i regali di Babbo Natale ai bambini buoni. Oppure volano gli abeti secolari, dalla Sila verso piazza San Pietro, come regalo al Papa. Pare sia una tradizione consolidata, che ogni anno una regione italiana regali al Papa un albero per farne sede di addobbi e lucine colorate per una ventina di giorni in mezzo al colonnato più bello del mondo. Il prescelto di quest’anno ha viaggiato dalla Sila verso la capitale scomodamente appeso a un elicottero e poi caricato su un camion fino al Vaticano. Dopo circa un secolo trascorso sul Gariglione, in Sila Piccola, dopo aver raggiunto la rispettabile altezza di 34 metri, l’abete bianco in questione è stato sradicato per essere trasferito in Vaticano come regalo da parte della Regione Calabia al Santo Padre.
Sicuramente un regalo di grande valore, ben un secolo di valore. Ma c’era proprio bisogno di scomodare un bosco secolare? Non poteva essere istallato in piazza San Pietro un albero finto?Ma soprattutto non ho sentito o visto un ambientalista, ecologista o
più in generale un'anticlericale protestare per questa azione divenuta oramai una consuetudine!
fabiogerli.com

lunedì 26 novembre 2007

ABUSO FORUM:COSA FARE PER IL BENE DELLA CITTA'?

http://www.fabiogerli.com/commenti%20povera%20Frosinone/commento%20abuso%20forum.htm

IL TEMPO 19/11/2007
I problemi sono tanti e tutti urgenti, con il problema ultimo dell'avvicendamento degli assessori e una delega, quella al(lo) (s)bilancio, che nessuno vuole e che tutti temono, tenuto conto della situazione delle casse comunali. E da ultimo, ma non per ultimo, la querelle "Forum". Partiamo dall'ultimo evento che rischia di mandare in tilt tutto l'apparato comunale. Con delibera n.327 del 6.11.2007 il Comune ha deciso di resistere in giudizio avverso la richiesta di cancellazione della trascrizione nei registri immobiliari della proprietà dell'immobile abusivo realizzato in località Selva Piana. Decisione ineccepibile atteso che con ordinanza n. 408/2005 il dirigente del settore urbanistica dichiarava decaduta la società Forum dal diritto di superficie, a seguito delle opere edificate in totale difformità dalla concessione. C'è un ma; nessuno sapeva di questa ordinanza e si è continuato come se niente fosse a parlare di accordi, transazioni, a commissionare pareri (il parere dello studio Cancrini-Piselli, capita a fagiolo - non dice nulla che già non si sapesse, ma è costato bei soldini) a istituire una commissione per verificare la possibile transazione per arrivare al nulla. Senza considerare che il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici aveva espresso un parere (questo gratuito) in cui indicava le linee guida entro cui l'amministrazione doveva operare. Nessuno sapeva e, molto dolosamente, il Consiglio comunale è stato tenuto all'oscuro». «Certo - continua Cosimato - è da chiedersi che ruolo possono aver svolto i vari assessori (al ramo, ovviamente) succedutisi nel tempo e l'assessore alle grandi opere; che ruolo possa aver avuto l'ufficio della Polizia Municipale addetto alla repressione degli abusi edilizi; quale ruolo il dirigente del settore urbanistica e gestione del territorio; quale controllo sia stato effettuato per impedire che le conseguenze dell'abuso fossero portate a compimento. È tutto un pasticciaccio brutto e a pagare al solito saranno i cittadini; andremo verso la solita incompiuta e verso il solito rabbercio per salvare le capre (gli assessori? I dirigenti? Gli operanti della polizia municipale?) e i cavoli (questi amari)». «Il guaio - conclude Cosimato - è che andremo incontro alla solita incompiuta; ad una estenuante battaglia legale, a conseguenze economiche importanti per il Comune. Intanto tutto tace, nessuno sa, siamo alla solita incompiuta; ad una estenuante battaglia legale, a conseguenze economiche importanti per il Comune. Con buona pace della buona amministrazione, della prudente gestione e dell'imparzialità dell'azione amministrativa. Sarebbe da chiedersi cosa sa il Sindaco (già vicesindaco e assessore per nove anni), cosa ha discusso la giunta (presente e passata) in relazione a questa situazione veramente paradossale. Il solito centrosinistra pasticcione e impreparato».

L'ex sindaco Marzi invece non ne consiglia la demolizione

Vicenda Forum, l'ex sindaco Domenico Marzi ha voluto fare quadrato sul caso sollevato proprio sulle pagine di questo giornale. «La questione - ha dichiarato - non sta proprio in questi termini. La vicenda è alquanto complessa, ma di certo c'è che nel caso si volesse veramente procedere alla demolizione per l'abuso edilizio accertato, il Comune dovrà spendere una ingente somma di denaro per risarcire al privato i danni da indebito arricchimento come sostenuto nel parere legale del prof. IL TEMPO 26/11/2007

giovedì 22 novembre 2007

SEDE RAI A FROSINONE, TUTTI FANNO FINTA DI NON SAPERE

Il comune di Frosinone, che negli ultimi anni ha creato una situazione economico/finanziaria spaventosa tanto che il suo debito si aggira a circa 10 milioni di euro tutti dei quali accumulati fuori bilancio, non riesce proprio a fare economia e ad amministrare la città in maniera parsimoniosa e seria.
Infatti l'Ente comunale non solo non riesce a sfruttare tutto ciò che potrebbe garantire una rendita finanziaria come una locazione ma addirittura riesce a rimetterci danaro pubblico anche quando non ne ha intenzione....proprio come succede nella struttura in dotazione alla Circoscrizione III^ Scalo di Via Mascagni nella quale, al secondo piano, è ospitata una sede operativa di Rai 3 ma tale sede ruisulta a completo carico del comune di Frosinone comprese le spese di gestione e di funzionamento della struttura

Mercoledì 21 Novembre 2007 Il Messaggero

di LUCIANO D’ARPINO
Locali gratis alla Rai dal Comune di Frosinone: l’ex sindaco Marzi non ci sta al gioco dello scaricabarile e spara sui suoi suoi ex compagni di amministrazione.«Ho letto con dispiacere - dice - che il sindaco Marini ha liquidato la vicenda con un lapidario ”E’ stato un atto della precedente amministrazione” e che l’assessore Giaccari ha detto ”Neanche lo sapevo”. Ma, mi dispiace per loro, le cose non stanno così».E l’ex sindaco Marzi prende in mano la delibera finita al centro delle polemiche e scandisce: «La delibera di giunta è la numero 75 del 7 febbraio 2005 e fu proposta dall’assessore alle Attività produttive Massimo Calicchia. Fu letta a approvata dall’esecutivo. Quel giorno presiedeva la giunta l’attuale sindaco, allora vice, Michele Marini perchè io ero assente come gli assessori Di Sora e Celani. Con Marini erano presenti anche Giaccari, Mandarelli, Brighindi, Caparrelli, Silenzi, Calicchia e Granieri. Questi i fatti e io aggiungo che pur non essendo stato presente quella delibera io la condividevo e la condivido come è d’obbligo fare quando si amministra e si condivide un programma».E l’ex sindaco Marzi aggiunge: «Quella delibera fu pensata per dare più visibilità alla città di Frosinone sulla rete di Stato visto che ci eravamo sempre lamentati della cattiva immagine che si dava del capoluogo sui media. La stanza nella Terza Circoscrizione fu concessa in comodato gratuito, ma per il riscaldamento e per la luce fu stabilito che la Rai dovesse corrispondere 100 euro mensili». Che risultati ha dato quella delibera? «Non stava a me controllarne l’applicazione.»

lunedì 12 novembre 2007

INCONCEPIBILE MORTE DI UN GIOVANE TIFOSO LAZIALE

Il calcio a distanza di pochi mesi rivive un'altra tragedia ma questa volta a morire è un giovane ragazzo romano che viene colpito da un proiettile di pistola sparato da un poliziotto della Polstrada che si trovava in autogrill nella parte opposta della carreggiata
Si è parlato subito di incredibile fatalità ma in attesa che venga fatto un quadro più dettagliato e vengano accertate le responsabilità, ci viene spontaneo domandarci due cose:
1) ma perchè l'agente ha sparato ben due colpi di pistola pur non configurandosi, indubbiamente, una situazione di personale pericolo e quindi di legittima difesa?
2) è possibile che un uomo, che per definizione è preposto alla pubblica sicurezza, spari due colpi di pistola "a scopo intimidatorio" per sedare una scazzottata dall'altra parte dell'autostrada (quindi a notevole distanza) ?
Fonte TGCOM
Rissa tra tifosi, un morto sull'A1
Arezzo, un laziale colpito da polizia
Si è concluso tragicamente uno scontro tra tifosi in un'area di servizio lungo l'A1, nel territorio di Arezzo: un 28enne ha perso la vita. L'uomo è stato raggiunto da uno dei due colpi di pistola esplosi in aria da un poliziotto. Il proiettile avrebbe infranto il lunotto posteriore dell'auto su cui viaggiava Gabriele Sandri, tifoso laziale che si sta recando a Milano, colpendolo al collo. L'agente è sotto interrogatorio.
Ancora una volta il calcio deve fare i conti con una morte violenta, a nove mesi dalla morte dell’ispettore Raciti, questa volta è toccata ad un tifoso. Si tratta di Gabriele Sandri, dj romano, che stava andando in auto a Milano per la partita contro l'Inter insieme ad altri tre tifosi laziali. A fare chiarezza su quanto accaduto all’autogrill Badia Al Pino, sull’autostrada A1 in prossimità di Arezzo, è il questore della città toscana Vincenzo Giacobbe. "Alle 09.10 tre pattuglie della stradale della sottosezione Battifoglie si trovavano dentro l'area servizio di Badia Al Pino e stavano procedendo ad alcuni accertamenti su 2 auto quando hanno sentito dall'altra parte della carreggiata urla e rumori di rissa - ha spiegato. - Si sono portati verso il limite di quella zona cercando di capire cosa stesse accadendo, ad una distanza di 50-60 metri".
Le auto coinvolte nella rissa tra laziali e juventini erano tre, e la polizia avrebbe prima azionato i lampeggianti per sedare gli animi ma, non sortendo alcun effetto, un poliziotto ha deciso di sparare due colpi in aria. "A quel punto le macchine si sono messe in moto lasciando l'area di servizio - prosegue il questore. - La Renault Megane, Scenic, con a bordo cinque giovani che si recava a Milano per Inter-Lazio ha ricevuto un colpo di arma di fuoco, che ha colpito uno di loro, quello che poi è morto. Non è certo che il colpo sia partito dal poliziotto, non finché non c'è una conferma balistica". Gli occupanti dell'auto, accortosi dell'accaduto, hanno guidato fino al casello di Arezzo e chiesto aiuto al 118 che però, giunto sul posto, non ha potuto che constatare il decesso. L'agente della polizia stradale di Arezzo al momento è interrogato dal magistrato. La famiglia di Gabriele Sandri, sconvolta per l'accaduto, ha lasciato la parola al proprio avvocato: "E' un reato perpetrato dalle forze dell'ordine, lo dicono i tifosi, sentite loro. E' stato un tirassegno", ha detto Luigi Conti all'arrivo della caserma della polizia stradale di Arezzo.

giovedì 25 ottobre 2007

L'AMMINISTRAZIONE SI ACCORGE DEL CAOS TOPONOMASTICA



Da anni abbiamo evedenziato ripetutamente e a gran voce l'anomalia tipica del comune di Frosinone relativo allo scandalo della segnaletica toponomastica.
Ora e finalmente l'Amministrazione comunale pare avere capito il problema intervenendo con una spesa consistente che secondo noi, però, potrebbe essere tranquillamente evitata se solo si usasse un pò di ingegno prorio come avviene in altre città del nord. L'idea è quella di istallare le targhe della toponomastica a spese degli sponsor i quali a carettari più piccoli rispetto al toponimo e quindi in maniera discreta, pubblicizzerebbero la propria attività in maniera visibile.Dall'altra parte però si risparmierebbe qualcosa come 574 mila euro che potrebbero essere spese per altre esigenze della collettività.Non solo, ma con tale pubblicità, le già deficitarie casse comunali potrebbero incassare maggiori risorse maggiorando il contributo di sponsorizzazione.




Mercoledì 24 Ottobre 2007

di GIANPAOLO RUSSO Messaggero

Numeri civici inesistenti, strade senza nome e quelle che come la Monti Lepini cambia il nome in via Volsci senza che nessuno lo sappia, indirizzi inesatti: Frosinone, per anni e soprattutto in alcuni quartieri periferici, è stata una vera e propria giungla a livello toponomastico. Si calcola che sono almeno 20 anni che non si procede ad una rivisitazione complessiva di questo problema. Nel frattempo si sono realizzate nuove strade, si sono costruite nuove case e così gli attuali numeri civici di molte zone della città non sono aggiornati. Ciò ha comportato diverse problematiche facilmente riscontrabili ogni giorno: per anni il servizio notifiche, le forze dell'ordine, i mezzi di soccorso, il recapito postale (solo per fare alcuni esempi) hanno dovuto convivere con problemi legati a numerazioni inesatte (è facile imbattersi in alcun civici dove vi sono addirittura tre/quattro numeri diversi!) e la stessa amministrazione comunale ha riscontrato difficoltà nell'aggiornamento dei dati anagrafici. In molti casi risalire al proprietario di un immobile diventa una vera e propria impresa.L'amministrazione Marini, grazie al fattivo lavoro dell'ufficio anagrafe, vuole voltare pagina e ha inteso avviare la rivoluzione toponomastica. Occorrerà realizzare ex novo 62 mila numeri civici tra esterni ed interni ed oltre 700 targhe per la toponomastica. Il preventivo di spesa calcolato è di 574 mila euro. Si procederà per fasi. «Dapprima - spiega l'assessore agli Affari Generali, Danilo Giaccari - provvederemo a realizzare la nuova toponomastica nelle zone periferiche dove il problema è più avvertito. Poi a scalare toccheremo anche il centro cittadino». Ma quando partirà tale rivisitazione? «La delibera è già pronta e alla prima giunta utile (forse già domani, ndr) la presenterò -spiega l'assessore - quindi contiamo di avviare la procedura di gara nel giro di qualche settimana. Nel 2008 avvieremo il progetto che sarà utile anche per fornirci una banca dati per i tributi».L'impresa che si aggiudicherà l'appalto oltre a fornire i numeri e le targhe procederà, porta a porta, nella verifica di nuclei abitativi e rispettivi residenti. Un processo che richiederà tempi lunghi ma che nel giro di qualche anno avrà "ridisegnato" completamente la città.Le zone più "impervie" sotto il profilo della numerazione dei civici sono, ovviamente quelle periferiche o di recente sviluppo edilizio come Colle Cottorino, via Cavoni, Maniano, parte di via America Latina, via Landolfi. In particolare nel quartiere posto a ridosso del cimitero esiste una numerosa comunità che fa capo quasi esclusivamente a due strade: via Colle Cottorino e via Cese quando in effetti ci sono una miriade di stradine, vicoli e di abitazioni che sono di fatto senza nome ed indirizzo. Il progetto prevede anche l'affissione dei civici con numeri tutti uguali, il simbolo del comune di Frosinone mentre è allo studio la possibilità di indicare anche il quartiere o la circoscrizione di riferimento. Sarà poi compito dei cittadini, una volta rettificata la strada e la numerazione civica comunicare ai rispettivi enti o aziende di pubblica utilità il cambio di indirizzo. Avverrà in maniera telematica, invece, il cambio di indirizzo per la patente con il comune di Frosinone che trasmetterà alla Motorizzazione l'avvenuto cambiamento.

mercoledì 17 ottobre 2007

DOPO L'INDULTO PRIGIONI DI NUOVO QUASI PIENE

La questione dell'indulto ha generato tante discussioni, specie quando un pregiudicato beneficiario del provvedimento viene di nuovo arrestato, peggio ancora se per lo stesso reato.
L'indulto proposto dal Ministro Mastella è stato votato in Parlamento con ampia maggioranza e solo alcune forze politiche si sono astenute o hanno votato contro.
Fatto sta che il motivo per cui è stato approvato l'indulto pare agli occhi dei cittadini come un provvedimento illogico e impopolare perchè se da una parte è vero che le carceri sono iper affollate dai detenuti e gli stessi, per questo motivo, vivono in condizioni disumane, dall'altra è pur vero che per ovviare a tali problemi sarebbe opportuno incrementare il numero delle strutture carcerarie costruendone dell'altre.
Situazione ancor più paradossale se pensiamo che in questo momento ci sono sparsi per l'Italia 13 penitenziari realizzati e mai consegnati, lasciati a marcire cosi come testimoniato qualche giorno fa dalle immagine di striscia la notizia
fonte TGCOM
Un anno e passa dopo l’indulto le carceri italiane scoppiano di nuovo. Ogni mese il numero dei detenuti cresce mediamente di mille unità per cui «tra un anno e mezzo, se non accadrà qualche fatto nuovo e senza interventi strutturali, torneremo alla situazione di prima dell'indulto» e cioè «all'inevitabile sovraffollamento delle carceri con circa 63 mila detenuti». Attualmente nelle carceri italiane infatti ci sono 47 mila detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 43 mila posti. In Italia, dunque, mancano le carceri.

martedì 16 ottobre 2007

STORACE INDAGATO PER VILIPENDIO AL CAPO DI STATO

Dopo più di vent'anni una Procura della Repubblica torna ad indagare un cittadino Italiano contestandogli il reato di vilipendio al Capo dello Stato ma questa volta la persona coinvolta è un Senatore della Repubblica che per il suo ruolo e per definizione del termine (parlamentare) è "deputato" ad esprimere opinioni in piena libertà cosi come sancito dalla costituzione.
Si tratta di un reato anacronistico e fuori dai tempi moderni o è giusto mantenere un controllo sempre?
da TGCOM del 16/10/2007
La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati Francesco Storace per il reato di offesa all'onore o al prestigio del Presidente della Repubblica. L'iniziativa della procura fa seguito alle dichiarazioni di Storace nei confronti di Napolitano che era intervenuto per difendere la senatrice a vita Rita Levi Montalcini dalle critiche dello stesso esponente di La Destra.
Il presidente del Senato Franco Marini e il premier Romano Prodi si erano espressi senza riserve sull'episodio giudicando "inaccettabili" le parole del senatore Francesco Storace sul presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. In particolare il premier aveva detto che "le parole pronunciate da Storace impongono una decisa presa di distanza da parte di tutte le forze politiche".
Ricordiamo brevemente quanto accaduto. Storace aveva duramente attaccato i senatori a vita, spesso, secondo lui, determinanti a sostegno della maggioranza che senza il loro aiuto sarebbe, sosteneva l'esponenete de La Destra, più volte naufragata. Napolitano lo aveva a sua volta criticato soprattutto aveva giudicato inammissibili le parole di Storace contro Rita Leve Montalcini. "Le mandiamo le stampelle a casa", aveva detto addirittura il parlamentare che poi, a sua volta, ha accusato anche Napolitano di essere indegno del ruolo che esercita.
Da qui il procedimento basato sull'articolo 278 del codice penale. Immediata la replica di Storace alla notizia del suo inserimento nel registro degli indagati. "Nel nome dell'amor di casta - ha detto il deputato . viva la Procura della Repubblica di Roma".

sabato 13 ottobre 2007

CERTE INFORMAZIONI E' MEGLIO NASCONDERLE?



Pubblico questo articolo letto su internet e tratto dai siti sottolencati, visto l'uso improprio che se ne fa oggi dei telefoni cellulari, obbligati da uno stile di vita o esigenze lavorative che ci fanno spesso pensare a quando questi benedetti apparecchi non c'erano, che ci fanno esprimere quasi istintivamente la domanda : ti ricordi fino a qualche anno fa quando non avevamo il cellulare?...come facevamo...?
Oggi quando usciamo di casa controlliamo di avere il cellulare in tasca ancor prima delle chiavi di casa che ci servono per rientrare nel nostro focolare domestico, quasi fosse un passaporto per la libertà e l'indipendenza, quasi fosse una fondamentale difesa contro i pericoli della vita di strada, come un cieco che esce con il suo cane addestrato per muoversi liberamente, come infortunato con le sue stampelle, come un motociclista con il suo casco.
Io queste sensazioni le ho provate, come forse le provate giornalmente tutti voi...e adesso che ho deciso di non usare più il cellulare, devo ammettere che molto spesso lotto con la voglia di entrare in uno di quei bei negozi pieni di slogan super pubblicizzati....guadagni di qua ma ti frego di la'...e comprare il mio ex-amico cellulare...
Poi leggo una notizia come questa su internet...ribadisco solo su internet...chissà perche non lo ascoltata nei telegiornali...mi dicono solo qualche radio....Radio 24...è giusto fare pubblicità a chi se lo merita no?


E ricomincio a pensare di rimanere senza cellulare....
Marco - fabiogerli.com

Telefonini-tumori, il collegamento esiste



Tratto da http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2080057
Roma - Si affrettano a spiegare che sono comunque necessari ulteriori approfondimenti, ma la notizia che i ricercatori dell'Università Medica svedese di Orebro hanno lanciato ieri nel Mondo è esplosiva: a loro dire esiste una relazione evidente tra uso dei cellulari e possibilità di sviluppo dei tumori, un rapporto causa-effetto che fino ad oggi nessuno studio aveva esplicitato con certezza.
Adnkronos, che
ha diffuso in Italia la notizia, sostiene che i ricercatori guidati dal professor Lennart Hardell abbiano spiegato come l'uso intensivo del telefono cellulare per un periodo di tempo prolungato, superiore ai 10 anni, raddoppi il rischio di sviluppare tumori come il glioma e il neuroma. L'agenzia di stampa si riferisce in particolare a quanto pubblicato dagli scienziati sulla rivista Occupational Environment Medicine, dove si parlerebbe di una meta-indagine, ossia di una valutazione di 18 diverse ricerche sul tema, "11 delle quali - scrive l'Adn - riferivano risultati ottenuti con osservazioni a lungo termine, di oltre 10 anni". È valutando quei dati, dunque, che sarebbe emersa la relazione causa-effetto, dove le persone "che usano il cellulare per almeno 10 anni corrono un rischio 2,4 maggiore di sviluppare neuromi acustici", e 2 volte superiore di incappare in gliomi. Nel primo caso si tratta di tumori benigni che attaccano il nervo uditivo, nel secondo si tratta di patologie maligne ben più invasive e di difficile estirpazione.
Così come è riportata, la notizia non
sembra confermata dall'Hindustan Times, secondo cui non si sarebbe trattato di una meta-indagine ma di una ricerca vera e propria condotta su 1.429 soggetti colpiti da tumori al cervello benigni e maligni e su un campione di 1.470 persone in salute che vivono in Svezia. La diversa impostazione non cambia alcune delle conseguenze dello studio. Il giornale indiano spiega come gli scienziati ritengano che i telefonini possano rappresentare un rischio soprattutto per chi abita nelle zone rurali, dove cioè la potenza del segnale viene aumentata per compensare la distanza dalle stazioni base di telefonia mobile. Hardell, secondo il Times, avrebbe dichiarato: "Abbiamo riscontrato che il rischio di tumore al cervello è più elevato per chi vive in campagna piuttosto che in città. Più forte il segnale, maggiore il rischio".
Su una cosa, peraltro, le due versioni concordano, che i rischi sulla salute non possano essere evidenziati prima dei 10 anni di utilizzo intenso. Dello studio esiste peraltro una terza versione
pubblicata dall'agenzia sudafricana News24, secondo cui Hardell&C. avrebbero spiegato come l'analisi di studi precedenti dimostri "un percorso chiaro di aumento di rischio per neuroma acustico e glioma". La novità, rispetto alle altre "versioni" citate, è che il rischio sarebbe maggiore sul lato della testa che si usa abitualmente per parlare al cellulare. News24 conferma peraltro che di meta-indagine si sia trattato e spiega come questi risultati siano dovuti proprio alla possibilità concessa da questo studio di vedere le cose dall'alto e analizzare le evidenze emerse in numerose diverse tipologie di ricerca.
E Hardell proprio a questo attribuirebbe l'assenza fin qui di una correlazione certa tra cellulari e rischio tumore. A suo dire gli studi precedenti non hanno seguito quanto accadeva per un tempo sufficientemente lungo. "Ma ora è passato abbastanza tempo da quando i cellulari sono stati introdotti - sostiene il giornale sudafricano - per analizzare i rischi dell'uso del cellulare per 10 anni o più, un periodo di tempo che viene ritenuto un minimo periodo ragionevole per valutare il rischio".Secondo l'Adnkronos, infine, Hardell avrebbe dichiarato che "questi risultati sono di grande rilevanza ma saranno sicuramente necessari ulteriori approfondimenti". Secondo News24, invece, gli approfondimenti saranno necessari "perché un aumentato rischio anche per altri generi di tumori non può essere escluso". Due affermazioni dalle conseguenze evidentemente molto diverse.
www.disinformazione.it

giovedì 11 ottobre 2007

REATI E PENE: ECCO IL CATALOGO

Da TGCOM
Abusi sessuali:700 giorni;210 per furto
Sette anni per un delitto. Una rapina a mano armata vale 600 giorni di carcere. Per la violenza sessuale si beccano 700 giorni, per un furto, 210 giorni. E' quanto emerge da un rapporto del Dap, del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, che elenca il "catalogo" dei delitti e delle pene e che ricorda come i detenuti in carcere siano diminuiti grazie all’indulto, passando lo scorso giugno da 63.000 a 42.119.
Nonostante i benefici dell'indulto, è stato proprio il capo del Dap Ettore Ferrara a lanciare, qualche tempo fa, come riporta oggi La Stampa, l'allarme sulle carceri strapiene. "L’assenza di interventi strutturali sul sistema legislativo vigente sta determinando un incremento della popolazione carceraria".L'incertezza della pena Sommando il periodo medio trascorso in custodia cautelare - si legge sempre sul quotidiano torinese - con quello medio in esecuzione pena la permanenza media in cella per chi compie rapine a mano armata è di poco inferiore ai due anni.Chi viene arrestato per traffico di droga, corre "il rischio" di passare in cella tra carcere preventivo e definitivo tre anni e mezzo. Per i responsabili di violenze sessuali il conto con la legge è di due anni e due mesi; per chi è colpevole di sequestro di persona, quasi otto anni; per un mafioso, tre anni. Per un clandestino, sei mesi.Tra chi entra e chi esce si registra un dato molto basso in termini di permanenza per ogni detenuto. Che sia imputato o condannato per qualsiasi tipo di reato la media è di 90/120 giorni di carcere.In media - ricordava Ferrara in un'audizione alla Camera - sono circa 90.000 le persone che, nell’arco dei 12 mesi, hanno fatto ingresso nelle carceri italiane, a fronte di circa 88.000 scarcerati nello stesso periodo. il saldo è una crescita costante pari a circa 2000 unità l’anno. Una situazione diversa dal passato, dove la "permanenza nell’istituzione penitenziaria era più prolungata di quella odierna".

AEROPORTO DI FROSINONE: OPPORTUNITA' O SVANTAGGIO?



Il Presidente della Provincia di Frosinone, Francesco Scalia scrive a Veltroni.






“Facendo seguito alla precedente nota del 7.02.2007 – ha esordito Scalia - torno a scriverLe per aggiornarLa sui risultati dello studio di fattibilità dell’aeroporto civile di Frosinone brevemente sintetizzati nel documento, che, ad ogni buon conto, Le allego.Per quanto riguarda la compatibilità aeronautica, nell’ipotesi più prudente, senza utilizzazione del radar e con un impegno dell’aeroporto al 50% per 300 giorni l’anno, lo scalo assicurerebbe un movimento medio giornaliero di 16.728 passeggeri corrispondente a 5.018.400 passeggeri/anno.Ma mi preme evidenziare gli ottimi collegamenti esistenti con Roma e, in particolare, quelli ferroviari, in coerenza con le raccomandazioni che Ella ha inteso più volte esprimere.Infatti verrà realizzata una fermata dedicata (Frosinone F.S. Aeroporto) a circa 500 metri dal terminal aeroportuale, collegata con gli svincoli autostradali dell’A1 Roma Napoli oltre che della Sora Avezzano, capace di svolgere, non solo per la Provincia di Frosinone ma per l’intero Lazio Meridionale, una attività di interscambio ferro gomma aria che avrebbe pochi uguali in Italia.Pertanto, utilizzando la tratta ferroviaria già esistente, sarà possibile sia far uso immediato degli attuali collegamenti con Roma, e istituire, altresì, ulteriori collegamenti non stop che, impiegando la notevole capacità di traffico residua della linea, potranno soddisfare la richieste che graverebbero sull’aeroporto di Frosinone, con frequenze di 30 minuti tra le 5,00 e le 24,00 e tempi di percorrenza di 45/50 minuti, e una capacità di trasporto dell’ordine di 20.000/25.000 passeggeri/giorno; sia servirsi della interconnessione a nord di Frosinone e immettersi direttamente sulla linea Alta Capacità/Alta Velocità, con l’impiego di appositi locomotori: soluzione, quest’ultima, che permetterebbe l’esercizio di collegamenti non stop con Roma, e consentirebbe il trasporto dei passeggeri, senza ulteriori spese, dall’Aeroporto di Frosinone alla Stazione Termini con tempi di percorrenza di 28 minuti, impiegando tracce orarie ora non utilizzate.Insomma lo Studio evidenzia con chiarezza le potenzialità operative ed i requisiti di fattibilità tecnica, aeronautica ed ambientale, nonché di sostenibilità finanziaria e di convenienza economico-sociale dell’investimento. Per quanto sopra, sarei onorato di poterLa presto incontrare, al fine di esporLe, insieme ai tecnici competenti, con accuratezza e dettaglio i risultati dello studio di fattibilità dell’aeroporto civile di Frosinone”.






"IL MESSAGGERO" di sabato 6 ottobre




Un comitato per il ”no ” all’aeroporto civile nel capoluogo sta per nascere anche a Frosinone dopo Viterbo. L’appuntamento per costituirlo è per giovedì prossimo alle 17 presso la sala conferenze della Biblioteca comunale di Frosinone in corso della repubblica. L’iniziativa è stata presa dai rappresentanti di diverse associazioni e organizzazioni (Cobas, SdL, Oltre l’Occidente, Alternativa Verde, Double Face, Pcl) che nei giorni scorsi si sono autoconvocati per discutere dello sciagurato progetto di realizzazione di un aeroporto civile per voli low cost in piena Valle del Sacco. «Tale progetto - scrovono - promosso e pervicacemente portato avanti dal Presidente della Provincia Francesco Scalia, contro ogni buonsenso e criterio aerospaziale, sembra riscuotere ampio consenso di tutti (Partiti, Sindacati, Industriali, rappresentatati delle Istituzioni…), abbagliati dal “tintinnar di denaro” o dallo “sviluppo” come dir si voglia. Tutti, o quasi, sembrano ignorare i catastrofici effetti ambientali e sanitari legati a questo progetto; carico che una valle, ecologicamente disastrata, come la Valle del Sacco non può assolutamente sopportare, così come forti sono i dubbi sulla trasparenza finanziaria di tale operazione e sulla reale ricaduta economica sul territorio».

ENAC PROPENDE PER VITERBO

IL COMMENTO DEL COMITATO DI VITERBO

Connettività intermodale (Collegamenti stradali e ferroviari)Su questo punto il Comitato ha dimostrato che i nostri collegamenti con Roma sono pari o migliori delle altre città candidate allo scalo.
L’aeroporto non potrà far altro che accelerare i lavori relativi al completamento della Cassia e dell’adeguamento delle tratte ferroviarie che il nostro territorio attende da decenni.
Documenti ufficiali, inoltre, affermano che anche le altre province candidate hanno necessità di adeguare i loro collegamenti con Roma per sostenere il maggiore flusso di viaggiatori.
Siamo in vantaggio anche nei collegamenti con Roma pur dovendoli migliorare come farebbero a Latina e Frosinone per ricevere adeguatamente i nuovi ospiti ma anche per rispetto della nostra gente, dei lavoratori e degli studenti.

NOTTE BIANCA UN FLOP?

Di Ilaria Pietropaoli "IL TEMPO"

Ore 20, corso della Repubblica: calma piatta. Quello che doveva essere il sabato sera più lungo dell'anno non è iniziato sotto i migliori auspici. Al centro storico i negozi aperti si contavano sulle dita della mano, qualche bancarella sporadica non bastava a suggerire un'aria di festa e, come se non bastasse, dall'arco Campagiorni fino a S.Maria, ci si imbatteva pure in alcuni lampioni spenti. La pioggia, tuttavia, cominciava ad uscire di scena e la speranza di un miglioramento della serata cominciava a farsi strada nei cuori più ottimisti. Trascorrono un paio di ore, arrivano un po' di persone. Al corso della Repubblica, un piccolo palco ospita i Nefesh, danzatrici di danza del ventre. Un po' di gente si avvicina e guarda interessata lo spettacolo, che verrà ripetuto nel corso della serata. Le lancette continuano a girare, si fanno le 23, ma dei concerti - richiamo della serata, in programma dalle 21.30 a largo Turriziani, neanche l'ombra. Le persone intanto passeggiano in attesa di trovare qualcosa di interessante, ne approfittano per stuzzicare qualcosa nei nuovi locali aperti in centro e telefonano ad amici e parenti per sapere se altrove la situazione è diversa. Qualcuno prova a scendere nella parte bassa. Quando tutto sembra disperare si comincia a sentire qualche nota. È il gruppo hip- hop calabrese composto da Kiave, Brigante e don Goco. Si esibiscono davanti a un gruppo molto esiguo di persone. «Siamo già soddisfatti del fatto che la gente non se ne sia andata e sia aumentata rispetto all'inizio del concerto» dichiarano al termine. Verso l'una di notte è la volta della musica ebraica dei Klezroym. Intanto si comincia a vedere qualche mimo e trampoliere in giro. E chi cammina ricorda di trovarsi alla «Notte bianca». L'organizzazione non ha convinto sin dal primo minuto, è lo svolgimento della serata ha dato ragione ai più pessimisti.

Di CLAUDIA IORIO "Il MESSAGGERO"

La gente ha dimostrato di volere la Notte più lunga dell'anno a Frosinone, accalcandosi in massa in via Aldo Moro. "Abbiamo fatto continue verifiche insieme alla protezione civile e al personale tecnico - spiega l'assessore allo sviluppo economico Stefania Martini - e per motivi di sicurezza non abbiamo potuto far esibire i Nick the Nightfly & The Montecarlo Night Orchestra e Sarah Jane Morris. Comunque la gente ha popolato la via Aldo Moro, tanto da non poter camminare". Un deserto invece la zona alta della città, popolata da poche centinaia, forse meno, di persone. Quasi tutti i programmi sono stati garantiti, ma molta confusione e disappunto fra la gente, ignara dei continui spostamenti da una piazza a un'altra degli spettacoli, concordati anche a pochi istanti dall'inizio. Attrazione divertente nel centro storico, un anziano residente che, in pieno spirito da Notte Bianca, per incentivare il movimento della notte ha acceso a tutto volume lo stereo di casa, poggiandolo sul davanzale e proponendo pizziche e tarantelle a tutto volume. I veri disagi comunque non sono stati dettati dalla pioggia: tanti i giovani che si lamentavano delle navette, che garantivano una spola poco efficace da zona alta a zona bassa, soprattutto per quanto riguarda i collegamenti da De Mattheis al centro storico. Tanta strada macinata a piedi dai ragazzi che, lasciati in piazza Tommaso D'Aquino, dopo la prima visita nel vuoto centro storico, hanno preferito rimamene nella zona bassa della città, insoddisfatti del trasporto messo a disposizione (neanche gratuitamente) dal comune. Forse per questo la gente riversava su via Aldo Moro, snobbando la parte alta della città. Nervosismo poi a fine serata per il ritardo di Morgan, ultimo evento spostato dalla villa comunale a piazzale De Mattheis. Divenuto praticamente unico evento di rilievo, è salito sul palco con circa tre quarti d'ora di ritardo, fra la noia dei ragazzi che mormoravano sulla miseria di eventi importanti. Dal Comune garantiscono comunque un ritorno in città degli artisti. Martoriati per tutto il pomeriggio i negozianti "Siamo stati sommersi da bancarelle che hanno coperto le nostre vetrine e ostacolato l'ingresso dei clienti - tuonano irritati i commercianti di via Aldo Moro - il sabato è il giorno dello shopping e oltre alla pioggia ci si sono messe anche le bancarelle piantate davanti ai nostri locali". Non a caso, molte degli esercizi chiusi, ieri sera, erano quelli nascosti dagli stand "Non c'è stato un criterio logico e ordinato nelle autorizzazione - continuano i commercianti di via Aldo Moro - Ci sono stati negozi penalizzati e altri spazi completamente sgomberi da ambulanti". Garantito l'ordine pubblico, salvo piccole risse fra piccoli e sporadici gruppi.

mercoledì 6 giugno 2007

IL SILENZIO GENERA RIFLESSIONE

Da circa una settimana sono terminate le elezioni e già si è esaurito quel fermento di iniziative e di proposte che aveva avvolto la citta' in un mantello di dolci speranze. Quest'anno mai come prima, durante il periodo elettorale si sono affacciati sulla città volti nuovi, il numero dei candidati è stato esorbitante come sono state esorbitanti le nuove iniziative per conquistare un singolo voto. Abbiamo visto le care vecchie cene tanto amate dagli scrocconi cedere il passo ai vecchi buoni benzina, che sfruttando il periodo il cui il carburante ormai è del colore dell' oro fuso, hanno subito un impennata nelle preferenze di chi cerca di arrotondare la settimana con la messa all'asta del proprio consenso elettorale. Innovativa poi, l'iniziativa di un candidato, che recandosi nella casa della gente regalava confezioni di bottiglie di vino, con la propria foto sopra e il proprio curriculm vitae, forse sperando che con i fumi inebrianti e ingannevoli dell'alcool, la gente potesse seriamente considerare anche di dargli il voto.
A questo punto, a giochi fatti non sembrerebbe difficile trovare proverbi che possano giustificare la riuscite di queste iniziative a dir poco non eleganti, visto che molti delgi autori adesso si trovano comodi comodi nel Consiglio Comunale... e possono dormire sogni tranquilli, considerando che la loro campagna elettorale alla Babbo Natale non ha portanto in dono ai cittadini idee ed iniziative per il futuro della città, ma buoni benzina,qualche cena, bottiglie di vino e chissa' forse qualche promessa di un posto di lavoro.
E adesso, a parte qualche scaramuccia soltanto dimostrativa della parte politica perdente sui giornali dove i candidati si accusano a vicenda della sconfitta, a parte il sindaco vincente che prende tempo per le cosiddette consultazioni per varare la Giunta Comunale, spariti i circa 1300 candidati sia vincenti che perdenti, per le strade della città è ritornato il silenzio, gli slogan son tornati in letargo e le discussioni da bar si riappropiano del calcio e del Frosinone in serie B.


Ora non resta altro da fare che riflettere, una bella pausa di riflessione per imprimere nella nostra mente quanto è avvenuto in questa stramba campagna elettorale e ricordarcene fra cinque anni alle prossime elzioni, altrimenti non potremmo lamentarci dicendo "è la solita politica.." ma soltanto ammettendo "siamo noi i soliti eletori..."
The Big Bocciosky